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Home » Archives for October 2013
Wednesday, October 30, 2013
Addio, Georges. Georges Descrières : un chat m'a sauvé la vie - Archive vidéo INA
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Venite al Nord a rubare il lavoro. Giorgio Porcaro Vs Abatantuono
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Mi dovrà dire solo un nome - Il prestanome - Allen
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Luigi. In nome del popolo sovrano [1990, Luigi Magni] - La fucilazione di Cicer...
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Kaspar, Sergio, Fuorilegge e il Teorema di Fermat
Monday, October 28, 2013
Su Lulu.com
FUORILEGGE di Sergio Liotti Ventrìce - primo capitolo
Saturday, October 26, 2013
Wednesday, October 23, 2013
Sunday, October 20, 2013
Tuesday, October 15, 2013
Monday, October 14, 2013
Fragili e iperconnessi
Fragili e iperconnessi - Zygmunt Bauman (sociologo)
"Ogni persona passa 7 ore e mezza davanti a qualche tipo di schermo, dentro cui si chiude in una vita online più confortevole di quella offline". Il passaggio tra le due modalità è sempre più problematico ed è quello su cui si sofferma il sociologo Zygmunt Bauman, inventore della "modernità liquida", fortunata metafora della contemporaneità. La tecnologia semplifica ma ci rende fragili e impazienti, incapaci di progettare a lungo termine, di sacrificarci per un obiettivo, dice Bauman, a Milano per un incontro di Meet the media guru: "Per strada tutti guardano il telefonino, il tempo di attesa è sparito, come la noia". Questo, insieme alla precarizzazione causata dalla crisi, cambia la nostra percezione del tempo: non esiste più la prospettiva a lungo termine, ma solo l'ora, il presente. "Essere 'connessi' 40 anni fa richiedeva una gran fatica, - precisa Bauman - io ci ho messo una vita e molto studio a farmi alcune centinaia di relazioni, oggi con Facebook bastano poche ore, ma ci vuole lo stesso tempo per disfarle".
L'effetto collaterale è la disconnessione e la fragilità nella vita reale, dove tutto è più arduo. Il rischio più grande poi riguarda i bambini: sempre più affidati a gadget e baby sitter digitali, per loro la distinzione tra mondo reale e digitale non è più certa.
Che fare?
"L'obiettivo è minimizzare le perdite". Anche se non lo può fare la politica: "La gente ha sempre meno fiducia nei politici, non perché sono corrotti, ma perché non possono mantenere le promesse". Il potere vero, quello finanziario ed economico, è globalizzato, mentre la politica si muove su scala locale.
Bauman si presta a commentare anche l'attualità della tragedia di Lampedusa: "La modernità ha prodotto persone 'ridondanti' rispetto ai cicli produttivi, causando le migrazioni. Fino a un certo punto ha prevalso l'assimiliazione: trasformare lo straniero, che fa paura, in uno di noi. Oggi non funziona più, le città sono arcipelaghi di dispore. Le reazioni possono essere due: la mixofobia, la paura del mescolarsi che fa sì che non si permetta alle persone di venire da noi legalmente. La mixofilia invece considera la varietà attraente. La varietà è il naturale habitat della creatività, diceva Lessing. E gli europei non sono forse sempre stati creativi?".
Thursday, October 10, 2013
Wednesday, October 9, 2013
Tuesday, October 8, 2013
Sunday, October 6, 2013
Friday, October 4, 2013
Il governo tedesco: Lampedusa è un problema italiano.
IL GOVERNO TEDESCO AD AFFARITALIANI.IT: "LAMPEDUSA È UN PROBLERMA ITALIANO"
di Alberto Maggi
"La tragedia di fronte alle coste di Lampedusa ci è ben presente". Così il portavoce del Ministero degli Interni tedesco, Jens Teschke, commenta con Affaritaliani.it la tragedia che si è consumata nelle nostre acque: "Siamo profondamente turbati per la terribile situazione in Nord-Africa, che ha portato a questo futile tentativo dei rifugiati di fuggire dai loro paesi. Il ministro degli Interni tedesco, Hans-Peter Friedrich, ha più volte chiesto una conferenza europea per i rifugiati siriani. Come forse sapete, la Germania accoglie 5.000 profughi dalla Siria, senza contare i più di 1.000 richiedenti asilo provenienti dalla Siria ogni mese".
"In merito al dibattito sull'asilo, conosciamo bene i problemi dell'Italia già dagli anni '90, ma in Germania i richiedenti asilo sono stati 71.000 nei primi otto mesi del 2013 mentre sono stati 21.000 nello stesso periodo in Italia; pertanto non pensiamo che la situazione richieda un nuovo sistema di distribuzione dei rifugiati in Europa. La Germania sostiene misure in Europa per evidenziare i problemi con i sistemi di richiesta all'interno degli stati membri. Il nuovo regolamento di Dublino prevede un sistema di allarme precoce e di un meccanismo per la gestione delle crisi. Voglio anche ricordare che l'anno scorso la Germania ha avuto il 23% di tutte le domande d'asilo, mentre l'Italia ha solo il 5%, cioè 949 domande di asilo per milione in Germania, a differenza di 256 richiedenti asilo per milione in Italia. Tutti i paesi europei devono occuparsi del problema dei profughi. Dobbiamo consentire all'Europa di affrontare il problema, ma pensiamo che sia risolvibile, almeno in un primo momento, a livello nazionale".
Delocalizzazione
